Le offese: parliamone!

O.I. L'arte in una frattura: il libro di Fabiano Lioi. Stampiamolo insieme con la campagna di crowdfunding

Per essere perfetta, le mancava solo un difetto. – Karl Kraus

Nascere o subire una menomazione a seguito di un evento traumatico ti rende un bersaglio facile per offese e scherni vari, soprattutto quando si è bambini.

A seconda del tipo di Osteogenesi Imperfetta che si ha, si avranno caratteristiche (o meglio, deformità) fisiche più o meno pronunciate, tipiche dell’O.I. Alcune di queste sono le sclere degli occhi di un colore blu, grigio o porpora; la deformità ossea, dovuta a fratture varie o arrivate con te dalla nascita; i denti saranno grigi, l’altezza sarà minima, la voce un po’ da papera, la faccia allungata a forma di pera, la cassa toracica pronunciata.

Queste caratteristiche possono diventare motivo di offese o scherno. E quindi?

E quindi niente, bisogna solo imparare ad essere più svelti e furbi! Se da bambino/a sei così fortunato/a da avere qualcuno che ti insegni, o già sei sveglio/a di tuo per capire che i difetti fisici possono diventare medaglie da vantare prima che diventino motivo di offese alla vista d’altri… il gioco è fatto!

Botta e risposta dal popolo di Facebook!

Essere cresciuto in una famiglia numerosa tra fratelli, cugini (la gran parte dei quali maschi) e numerosi amici, mi ha aiutato molto a imparare a parare i colpi delle offese sul mio fisico. Venivo spesso deriso per la dimensione e la forma della mia testa: mi dicevano che ero una pera al contrario.

Ma poi alla fine le offese erano sempre le stesse, e finii col farci il callo.

Visto che comunque le offese non mi hanno mai sconvolto o infastidito più di tanto, ho scritto per pura curiosità sulla bacheca Facebook dell’AS.IT.O.I. (Associazione Italiana Osteogenesi Imperfetta) per farmi dare una mano a rispondere al mio interrogativo, e avere un’idea di quali fossero le esperienze di altri Osteogenici Imperfetti come me.

Questo il mio messaggio sulla pagina Facebook AS.IT.O.I.:
Ciao a tutti, sono Fabiano Lioi. Per un questionario, vorrei sapere, quali sono state le offese ricevute da bambino, adolescente, adulti, anziano? Potete rispondere in privato su Messenger. Ringrazio a tutti i partecipanti. 
PS: Le risposte verranno trattate in modo Anonimo. 
Grazie Ancora.

In pochi hanno risposto, queste sono alcune di quelle poche risposte:

  • Partiamo dal presupposto che ogni “offesa” è sempre stata un complimento perché rappresenta la nostra personalità e poi caro Fabiano, ad ogni offesa che ti facevano un vaffammoc non glielo facevi partire? (non proprio vaffammoc, ma comunque…).
  • Una offesa non è un complimento, non diciamo cretinate! (la risposta epica di un utente mi ha fatto morire dal ridere! #commentimemorabili).
  • Ciao Fabiano ti rispondo in merito alla tua domanda… Per mio figlio le offese sono “Stai attento che ti rompi le ossa”, “Sei basso” (non sono molto creativi questi conoscenti di tuo figlio…).
  • Sempre in merito all’O.I.: A me invece da piccola mi dicevano che ero nana, Memole, tappo. Assomigliavo a cugino IT della famiglia Addams perché bassa ed avevo i capelli lunghi e castani e mi mettevano dietro la testa all’improvviso un paio di occhiali per deridermi. Inizialmente me la prendevo poi ho lasciato correre ed ho riso anche io altrimenti non ne uscivo più. Sto cercando di far capire […] la stessa cosa, che non deve offendersi e farsi scivolare le derisioni poiché altrimenti non ne esce più, no? E poi tutti abbiamo un difetto fisico… non siamo perfetti. Intendo anche chi non ha l’O.I. (BRAVA!).
  • Ho l’O.I. di tipo 1, evidenziata solo dalle fratture da bambina e d’allora non diagnosticata. A mio figlio da piccolo è stato detto che non poteva giocare perché handicappato. Quando è tornato a casa era umiliato, ma io gli ho spiegato il significato etimologico della parola handicap. Poi gli ho raccontato che anche quel bambino aveva un handicap (non poteva fare un qualcosa), poi che non può mangiare i piselli perché allergico.
    Il giorno dopo glielo ha detto è non ci sono stati più problemi. (ah, la mamma è sempre la mamma comunque!).

Sebbene in alcune risposte si noti un certo conflitto, forse vergogna, nelle ultime due risposte le Mamme consigliano come superare il problema e superare il disagio dell’offesa.

La Treccani dice che l’offesa è un danno morale recato alla dignità o autorità di una persona o di un’istituzione con atti o parole.

Io sono comunque convinto che l’offesa o offendere non sia altro che il proiettare i propri difetti, pregiudizi e impotenza sugli altri.

E tu? Che ne pensi? Fammelo sapere nei commenti!

A presto!

Fabiano

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